Mi chiamo ISHIMWE Julienne e ho 16 anni
Ho sempre vissuto con mia zia materna fin da piccola, o almeno, da quando ho l’età della ragione, e alla domanda : « dov’è mia mamma » mia zia ha sempre risposto : « è morta ». Gli ho chiesto : « di cosa è morta ? » e lei: «  per l’Aids , un virus letale che entra nel sangue di una persona e la rende progressivamente molto fragile e debole fino a condurla alla morte » a qual punto mi sono messa a piangere. Ho chiesto a mia zia di portarmi da mio padre e così è stato.
Quando mio padre ha visto il mio stato di salute ha deciso di portarmi insieme agli altri fratelli all’ospedale per fare il test dell’HIV. La sentenza stava per essere emessa……mio padre ed io siamo risultati gli unici della famiglia ad aver contratto la malattia.
Ogni giorno diventavamo sempre più deboli, io mi ammalavo con frequenza e papà era diventato uno scheletro di pelle e ossa tant’è che un giorno è caduto a terra con le gambe paralizzate…..Un giorno, durante la visita di un amico, ci è stato consigliato di andare nel villaggio di Nyarurema presso la Casa della Misericordia che accoglie persone malate di aids. Una volta lì, le persone che ci hanno accolto, mi hanno dato tutto il necessario per il cibo, l’igiene e l’assistenza medica. Il mio fisico rispondeva poco alle cure che mi venivano date, pertanto, ho dovuto cambiare il tipo di trattamento e passare dalla seconda linea alla terza ma siccome continuavo a rimanere molto debole non riuscivo neanche a seguire le lezioni in classe e son stata obbligata interrompere gli studi nel 2015.
Solo nel giugno dell’anno 2016 è stato scoperto che tutti i farmaci rivenuti in Ruanda presentavano un difetto. Nell’ottobre dello stesso anno la RBC (RWANDA TRA BIOMEDICA) ha denunciato il fatto e si è mobilitata per ricercare un farmaco più potente ed efficace negli Stati Uniti (USA). Fino a quell momento ero scoraggiata, avevo perso la voglia di vivere, poi, col nuovo farmaco il mio fisico ha cominciato a recuperare. Ho preso ben 18 Kg passando da 27 a 45 Kg.
Ora ho una speranza di vita, una chance che mi è stata offerta, un opportunità per crescere, per costruirmi un futuro a partire dai miei studi, infatti, l’anno prossimo mi iscriverò per la seconda volta a scuola…….dopo una pausa di tre anni, mi sento pronta!….e se qualcuno oggi mi chiedesse: “vuoi vivere’?” risponderei senza esitazione: “Sì! Ne ho il diritto!”

JULIENNE

Storia 1 – Ishimwe Julienne

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