Aree di intervento / AFRICA
REPUBBLICA DEMOCRATICA DEL CONGO

Repubblica Democratica del Congo
Situato nel cuore dell'Africa, con una superficie di 2.345 410kmq, 4 volte la Francia, quasi 8 volte l'Italia e 80 volte il Belgio. Il Congo conta circa 65 milioni di abitanti, più o meno 230 tribù raggruppate in molti gruppi etnici, con più di 400 dialetti. C'è una sola lingua ufficiale, amministrativa e scolastica: il francese; ci sono 4 lingue nazionali che dividono il paese in 4 aree linguistiche: lingala, swahili, tshiluba e kikongo.
La moneta nazionale è il franco congolese (FC) e la valuta di riferimento è il dollaro USA. (Attualmente il tasso di cambio si aggira intorno a 1 USD = 850 FC, 1€ = 1.230 FC).
Il motto nazionale è la Pace, la Giustizia e il Lavoro. La capitale del paese è Kinshasa, e il suo presidente è Joseph Kabila.
Dal 1996 fino ad oggi, il Congo ha subito una guerra d'invasione, perpetrata contro di esso da parte dei paesi vicini, con il sostegno di alcuni paesi occidentali e delle multinazionali, principalmente per ragioni economiche e politiche. Tutto questo avviene in collusione con le ribellioni dette congolesi ma che, in realtà, sono per la maggior parte istituite e gestite dai paesi vicini aggressori.
Questa guerra, che dura da 1996 ad oggi, ha causato la morte di più di 6 milioni di congolesi, più di 2.500 milioni di profughi, migliaia di donne violentate e migliaia di bambini fatti soldati, oltre alla distruzione dei beni e delle strutture socioeconomiche ed il conseguente indebolimento della produzione nazionale.
Aspetti della cultura congolese.
I due mondi : In Congo, come in gran parte dell'Africa nera, si crede fermamente nella interazione dei due mondi: il mondo visibile (dei viventi) e il mondo invisibile (dei "morti" / antenati / spiriti), essendo Dio Creatore l’Unico e Trascendente.
In effetti, i morti non sono morti, vivono, vedono e sono presenti nelle nostre vicende quotidiane. Ed è lo stesso per gli spiriti buoni o cattivi. Tutti quanti del mondo invisibile possono manifestare la loro gioia o dispiacere in diversi modi e fenomeni, possono favorire il successo o il fallimento.
Certi luoghi sono ritenuti come il loro habitat preferito e devono essere trattati con rispetto. Per questi motivi, non è raro che i colloqui familiari di una certa importanza inizino invocando l'aiuto degli antenati e per loro si può versare in terra il primo bicchiere della bevanda, come segno di condivisione con essi. Sempre per questi motivi tante grandi opere pubbliche come ponti, strade ecc… non si cominciano senza chiedere agli antenati "autorizzazione" e protezione dagli eventuali pericoli. Si offre loro qualcosa di simbolico come il sacrificio di una gallina, una capra o di altro animale.
La pace vera in questo modo è data tra l'armonia tra questi due mondi.
Da qui nasce anche il rispetto per l’ambiente.
La nascita: Nel grembo materno, il nascituro è protetto da diversi divieti, specialmente alimentari: si ritiene che certi cibi o certe cose possono danneggiare fisicamente o mentalmente il nascituro.
Alla nascita, il neonato è accolto con grande gioia in un clima di festa. Per diversi mesi lo tengono a casa e non può essere portato fuori che per motivi gravi, quali cure mediche. Spesso, dopo il parto, la donna va dai suoi genitori per qualche mese per trovare un po’ di riposo e per evitare una gravidanza indesiderata, dovuta al fatto di continuare a coabitare con il marito. Ma oggi questa pratica è sempre meno frequente soprattutto nelle grandi città.
Di solito i figli maschi sono circoncisi nei primi mesi di vita. L'infibulazione per le ragazze è una cosa molto rara, praticata solo da una infima minoranza delle tribù.
La crescita della popolazione è di circa 2,7%. La famiglia è patriarcale al 90% e al 10% matriarcale.
La protezione della vita: L'attaccamento alla vita è molto forte per i "Bantu" (popolazioni che rappresentano l'80% dei congolesi, il 20% è composto dalle popolazioni di origine sudanese, nilotica e dei pigmei).
Nel trattamento delle malattie, la medicina moderna si è quasi imposta ovunque, si deve riconoscere che, per tutelare e migliorare la vita, tanti congolesi ricorrono tuttora ai guaritori e ai feticisti. Oggi è normale, soprattutto nelle chiese dette di “risveglio” ( sezione su religione e’esibizione della fede), constatare che pastori o "intercessori” si sostituiscono ai medici con una cura unica, quella della preghiera che tante volte è accompagnata dal digiuno.
Nel desiderio di proteggere la vita, l'uomo bantu accusa una grande paura del rischio,perciò in molti casi, preferisce fare "come da sempre si è fatto”. E’ diffidente all’innovazione e della medicina moderna finché non vede risultati migliori.
La divisione del lavoro tra i sessi: Ancora oggi, soprattutto nei villaggi, è stretta la divisione del lavoro tra i sessi.
Ci sono ovviamente delle differenze a seconda delle tribù.In generale, la gestione dell'economia domestica quotidiana è affidata alla donna, mentre il compito di procurare i beni spetta all’uomo. In particolare, alla donna, oltre alla sua “vocazione” di fare i figli e di prendersene cura soprattutto agli stadi fragili della vita, spetta anche l’onere di coltivare il campo, di mantenerlo, di raccogliere i prodotti per il consumo o per la vendita. L’uomo, riconosciuto “difensore” della famiglia, ha il compito lavorare il terreno e apprestarlo alla coltivazione. L’uomo è anche impegnato nella caccia e nella pesca. Ma nella maggior parte delle tribù questa ultima attività è svolta sia dagli uomini che dalle donne.
Soprattutto nei grandi centri, diverse attività che una volta erano ad esclusività degli uomini (istruzione, servizio militare e poliziesco, amministrazione, governo, imprese ecc) oggi sono misti. Si noti infine che molte famiglie sopravvivono grazie a piccoli lavori o piccole imprese delle donne, che sono giustamente riconosciute come “protettrici e salvatrici” delle famiglie, a causa di un tasso di disoccupazione sempre crescente da più di 20 anni.
Il canto, la danza e la maschera: È del tutto naturale per il congolese accompagnare il suo lavoro manuale cantando. Il canto e la danza insieme accompagnano i momenti lieti e tristi della vita: la nascita di un bambino, l’accoglienza di un ospite, soprattutto illustre, le cerimonie preparatorie alla caccia, la raccolta dei prodotti dei campi, le celebrazioni liturgiche, anche cristiane, i funerali, ecc.
Secondo le circostanze, si può aggiungere alla canzone e alla danza, la maschera.
Nella cultura congolese infatti l’uscita della maschera riveste un carattere molto importante. Anche la maschera stessa è sacra. Fin dalla sua prima uscita, la maschera diventa viva, perché abitata dagli spiriti o dagli antenati. E’ così che il danzatore può interagire con uno spirito o un antenato per poi rivelare il messaggio di questi ultimi attraverso segni o atteggiamenti guidati da loro. Le maschere si distinguono a seconda del loro ruolo e sono diverse da una etnia all’altra: la maschera a figura zoomorfa viene generalmente usata per garantire una buona caccia e per conciliarsi con gli spiriti che abitano il bosco o la foresta. La maschera a figura antropomorfa è generalmente dedicata agli antenati, affinché intercedano presso Dio per assicurare delle richieste fate (per esempio una buona raccolta, ecc. ).
La religione e la visualizzazione della fede: All’arrivo dei missionari bianchi il Congo era una terra di tradizione monoteista e animista allo stesso tempo, si invocava il culto degli antenati e degli spiriti buoni visti come mediatori ed intercessori degli umani presso Dio.
Attualmente l'85% della popolazione è cristiana: cattolica 40%, protestante al 20%, kimbanghiste 15%, le nuove chiese cristiane dette "Chiese del risveglio” 10%. Queste ultime sono così chiamate perché sostengono di risvegliare e di purificare la fede addormentata e distorta dalle vecchie denominazioni cristiane come il cattolicesimo, il protestantesimo e il Kimbanghismo.
I musulmani costituiscono il 9% ed il 6% è composto dagli animisti.
Le Chiese cristiane di risveglio si stanno moltiplicando ogni giorno, ma al loro interno ci sono divisioni e contrapposizione. Sono quasi tutte di matrice protestante e provengono principalmente dagli Stati Uniti di America. Alcune di queste chiese sono composte da migliaia di fedeli, altre invece sono composte dai parenti e da cerchie di amici. Nei centri più importanti per esempio, si possono contare fino a 5 di queste chiese in uno spazio di 100m, i loro seguaci provengono principalmente da cattolici e da altre "vecchie" confessioni religiose.
Tutte queste giovani Chiese hanno in comune: una predicazione del Vangelo centrato sui miracoli di guarigione e sulla prosperità materiale, la negazione del dogma della Santissima Trinità e la proclamazione di Gesù come il Dio Unico e poca importanza viene attribuita alla Beata Vergine Maria,nell'economia della salvezza e nella vita dei cristiani.
In Congo la religione non è solo una questione di coscienza interiore, ma è anche esternata e spesso esibita. Ad esempio i Kimbanghisti vestono una lunga tunica bianca con i bordi verdi, i cattolici amano indossare abiti con l'immagine della Vergine Maria o l'effigie di un vescovo; le donne protestante hanno la loro divisa, con l'immagine di una lampada intorno alla quale si legge: "il cristiano è luce" e le chiese di Risveglio indossano volentieri abiti con l'immagine di Gesù o dei loro fondatori o predicatori.
La morte:In Congo, la mortalità è molto elevata: la mortalità infantile è di circa il 12,9%, l'aspettativa di vita è di 49 anni per le donne e di 46 anni per gli uomini. La morte di un bambino è vista come un "sguardo" sulla vita, perché si crede che egli ritornerà (per rinascere dalla madre o da un parente stretto), la morte di un anziano/a come un ritorno alla terra ancestrale, mentre quella di una persona giovane è considerata come una tragedia inaccettabile. Generalmente si crede che la gente non muoia per caso e, quasi sempre, si finisce per identificare un sospetto o un colpevole, spesso nella cerchia familiare o amicale.
In questo paese, soprattutto nelle grandi città, si dice che le persone vivono povere, ma sono sepolte da"ricchi", infatti si spende più soldi a organizzare un funerale che a far curare il malato.
Di solito dove non c'è obitorio, si piange il morto nella casa di famiglia fino al momento della sepoltura. Dove c'è l'obitorio la salma del defunto vi dimora per tutto il tempo necessario e viene prelevata il giorno precedente la sepoltura. In entrambi i casi, durante tutta la notte, pianti e lamenti inondano la casa dov’è collocata la salma, ci sono delle interruzioni quando si ascolta la musica o si canta ballando intorno al defunto fino all'ora della preghiera, della messa o di un rito di circostanza. Si piange con gemiti ed alti gridi. Certe persone si buttano giù e si arrotolano per terra, però lentamente quest’ ultima usanza sta scomparendo. In quello giorno le case confinanti sopportano tutti questi rumori con comprensione e spesso si associano alla famiglia afflitta dal lutto.
Infine, nella tradizione congolese, la morte non ha l'ultima parola,la vita continua anche per il defunto. La morte è vista come un ritorno alla terra degli antenati, c’è anche la credenza della retribuzione dopo la morte.
Il cristianesimo riguardo a questo punto ha solo rafforzato una convinzione già radicata. A proposito di questa speranza nella vita futura, è interessante sentire dagli afflitti, anche cristiani, in particolare al momento della sepoltura, le raccomandazioni fatte ai defunti precedenti per ben accogliere il nuovo defunto, così come i messaggi che vengono affidati a quest’ ultimo da portare a destinazione di tutti quanti lo hanno preceduto. Infatti è conferma della speranza che i morti non sono morti, essi sono vivi e pensano ai viventi!
(Don Giovanni Dombo Nzambati)




