Quaresima 2011. Tempo di sosta, di silenzio, di ascolto e di speranza in Burkina Faso
La Quaresima è tempo di sosta, di silenzio, di ascolto, di verifica ma anche di speranza e di consapevolezza. La consapevolezza di quel vincolo indissolubile di amore che esiste tra Liturgia eucaristica e povertà. Consapevolezza che la frazione del pane rappresenta il segno cristiano fondamentale attraverso il quale Gesù Cristo ha voluto manifestare il suo amore per l’uomo.
La quaresima a Tougourì è un momento carico di emozione dove tutta la comunità si stringe attorno a Gesù per ascoltarne la voce. Anche in questa parte di mondo la Quaresima prende avvio con l’antico rito della “Statio” in atteggiamento di lode e annuncio di Gesù Cristo e del suo Vangelo. Si parte dalla Chiesa e si compie un piccolo percorso a piedi per le vie del villaggio con il caldo che ti paralizza le gambe e la polvere che ti attanaglia la gola. È una comunità che si muove in silenzio nella quiete del villaggio e che si prepara a celebrare la veglia pasquale.
La veglia viene celebrata alle 22 in un atmosfera carica di elettricità, dove la notte è nera come la pece, illuminata soltanto dalle mille stelle che costellano il cielo. I pochi minuti che precedono l’avvio della celebrazione sono particolari, l’occhio scorge a malapena le sagome regali delle donne e degli uomini che a passo lento si avvicinano all’ingresso della Chiesa e si abbandonano a strette di mano e abbracci calorosi.
La collocazione della “platea” non è casuale, tutt’altro, le donne affollano un’ala della chiesa, gli uomini, invece, si concentrano in un altro lato mantenendo le due posizioni nettamente distinte. Le uniche figure che si collocano sparse qua e là sono quelle delle suore……stessa cosa per la corale parrocchiale che occupa le prime file di panche e vede l’alternarsi di figure maschili e femminili.
La veglia pasquale rappresenta un momento liturgico denso di significato in cui viene celebrato il sacramento del battesimo accompagnato da canti, balli e dalle urla delle donne che con sguardo incuriosito seguono la processione di centinaia di cresimandi che si avvicinano all’altare per il rito della confermazione. Anche il momento dell’eucarestia è permeato dal senso di profonda partecipazione di tutti i membri del villaggio che offrono le risorse della terra (miglio, fagioli, arachidi) a chi più ne ha bisogno per fronteggiare momenti di emergenza o carestia.
È una Chiesa in movimento che è pronta a far esplodere tutta la sua energia per festeggiare la resurrezione di Cristo. E questa voglia di vivere, questo senso di condivisione si coglie nel gesto finale in cui tutta la comunità si raduna attorno all’altare e al ritmo incessante dei tamburi balla fino a tarda notte.
Come Ufficio missionario ci auguriamo che in questo tempo di quaresima possiamo soffermarci nell’ascolto dell’”Altro” schiacciato dalle guerre, dalla miseria, dalle calamità, compiendo ogni domenica il segno della Fractio panis affinché chi è nell’abbondanza condivida con i più poveri nella solidarietà e nella giustizia.
Claudia Del Rosso




