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Aree di intervento

L'associazione opera con progetti di cooperazione allo svilppo in Africa ed in America Latina, in particolare i paesi interessati sono:

Per l'Africa: Burkina Faso, Rwanda e Repubblica Democratica del Congo

Per l'America Latina: Brasile

Settori di intervento

L’ associazione Amani Nyayo interviene in diversi ambiti:

Sanitario

La salute è un diritto fondamentale di ogni essere umano e rappresenta una condizione indispensabile per la pace e la sicurezza nel mondo.

In molti paesi dell’Africa e dell’America Latina, questo diritto non è pienamente garantito. Nell’Africa Sub-sahariana, l’aspettativa di vita è bassa, la mortalità infantile aumenta e la popolazione, in continua crescita, versa in condizioni di estrema povertà restando esclusa dai benefici derivanti dall’aumento della ricchezza globale, concentrata nelle mani di pochi.

Il nostro obiettivo è quello di garantire a tutti, senza distinzioni di razza, sesso, etnia o religione il diritto alla salute e alla vita, impegnandoci a migliorare la condizioni di vita per coloro che si trovano in situazioni di disagio e di marginalità.

Aree di intervento: Brasile, Repubblica Democratica del Congo


Sanitario: lotta a Hiv/Aids

L’epidemia di Hiv/Aids ha accentuato le disuguaglianze già esistenti: nei paesi ricchi le persone affette da Hiv/Aids hanno a disposizione gratuitamente farmaci efficaci, mentre nei paesi poveri questa possibilità di cura e di vita viene meno. 


La lotta all’Hiv è diventata una delle priorità a livello internazionale, i dati del 2007 dicono che dai 30 ai 36 milioni di persone vivono con il virus dell’HIV, che dai 2,2 ai 3,2 milioni di persone hanno contratto il virus (il 45% delle nuove infezioni si riscontra nei giovani tra i 15 ed i 24 anni), da 1,8 a 2,3 milioni di persone sono morte per cause legate all’Hiv. L’Africa Sub-sahariana continua ad essere la regione più colpita, l’epidemia ha lasciato orfani quasi 12 milioni di bambini al di sotto dei 18 anni. Le donne rappresentano la metà delle persone che vivono con l’Hiv.
Negli ultimi 10 anni è aumentata la possibilità di accesso al trattamento antiretrovirale, ciò ha comportato una riduzione dei numero dei morti per Hiv.

La principale via di trasmissione dell’Hiv è con il rapporto sessuale, che ha generato un elevato numero di bambini che vivono con il virus. Negli ultimi anni è stato ampliato l’accesso alle cure soprattutto per le donne gravide, in modo da prevenire la trasmissione madre-figlio. L’accesso al trattamento sta progressivamente migliorando, anche se è necessario investire nella prevenzione di nuovi casi.

Il nostro progetto è volto a riconoscere il diritto alla salute e alle cure sanitarie anche alle popolazioni più vulnerabili, attraverso l’assistenza e la cura di quanti sono stati colpiti dall’Hiv/Aids e garantendo un sostegno, sia materiale che morale, alle famiglie.
I programmi di trattamento antiretrovirale sono fondamentali per limitare l’impatto dell’epidemia, e anche se non sradicano l’Hiv, contribuiranno a ridurre al minimo conseguenze più gravi.
Il nostro obiettivo è quello di puntare sulla prevenzione attraverso un’informazione e una formazione capillare che giunga anche nelle aree più lontane.


Area di intervento: Ruanda


Sanitario: lotta alla malnutrizione

La fame, che affligge 1/5 dei paesi in via di sviluppo, costituisce un grave ostacolo al progresso dell’individuo e della società. La fame cronica aumenta la vulnerabilità alle malattie, riducendo la capacità di lavoro con conseguenze gravi anche nel settore economico. La malnutrizione e la denutrizione sono entrambi fenomeni, che se non debitamente fronteggiati attraverso opportuni interventi, si trasmetteranno da una generazione all’altra.

La malnutrizione colpisce particolarmente i bambini, compromettendone lo sviluppo fisico e intellettivo, provocando ritardi permanenti e rendendolo più vulnerabile alle malattie. Spesso dietro la morte di un bambino per dissenteria o per polmonite, c’è una forma di malnutrizione trascurata. La malnutrizione incide per un 40% circa sulla mortalità infantile. Le donne adulte che soffrono di malnutrizione avranno figli sottopeso fin dalla nascita, più di 150 milioni di bambini sotto i cinque anni nei paesi in via di sviluppo sono sottopeso.

La malnutrizione non va confusa con la scarsità di cibo (denutrizione), in quanto è la combinazione di diversi fattori: insufficienza di proteine, zuccheri e micronutrienti, frequenza di malattie e infezioni, ignoranza alimentare, consumo di acqua non potabile, carenza di controlli medici e scarsità di igiene. La proporzione dei bambini malnutriti sta calando. Alcuni paesi poverissimi sono riusciti a ridurre il tasso di malnutrizione anche in circostanze molto difficili.
Progressi minimi sono stati fatti nell’Africa sub-sahariana, dove nell’ultimo periodo di tempo il numero dei bambini malnutriti è addirittura aumentato in parte in seguito alla crisi alimentare e alla mancanza di progresso ed in parte per l’aumento generale della popolazione.

Il nostro intento è quello di ridurre la malnutrizione e vincere la fame, con azioni rivolte soprattutto le fasce più deboli e vulnerabili, quali i bambini e le donne in gravidanza. La lotta alla malnutrizione costituisce per noi un intervento prioritario derivante dalla situazione di emergenza cronica.

Aree di intervento: Burkina Faso, Ruanda e Brasile


Educazione

Per lo sviluppo politico, economico e sociale la priorità è l’ educazione.

L’educazione è uno dei fattori chiave per lo sviluppo umano, la crescita di una coscienza critica e per eliminare il divario nord-sud. La mancanza di educazione in molti paesi rappresenta un serio ostacolo al progresso sociale e alla democrazia, e costituisce la radice della povertà e dello sfruttamento, delle ingiustizie e degli odi razziali, delle divisioni etniche e delle guerre, della fame, delle malattie e della morte di milioni di persone.

L’educazione è un diritto fondamentale e, allo stesso tempo, rappresenta una condizione irrinunciabile per uno sviluppo “oggettivo” dei paesi del Sud.

L’accesso all’istruzione è infatti un elemento essenziale per il miglioramento delle condizioni di vita di intere popolazioni.

Oltre al canale consueto della “educazione formale” (pubblica o privata) esiste un altro canale ad esso parallelo che può essere indirizzato a qualunque fascia di età, ecco che si parla di “educazione non formale”.

L’alfabetizzazione, è un primo esempio di “educazione non formale” è lo strumento più efficace e diretto per offrire una formazione di base e aumentare il grado di autonomia soprattutto della fascia più giovane della popolazione.

Il tasso di alfabetizzazione degli adulti nei paesi del Sud del Mondo è pari al 60%; la percentuale di bambini che frequenta la scuola primaria è pari al 59% per le femmine e al 64% per i maschi.

Il nostro ideale è quello di garantire al maggior numero di bambini che si trovano in situazioni difficili un’educazione idonea e completa per permettergli un’opportunità diversa nella vita, cercando di dare loro un’alternativa alla vita sulla strada fatta di violenze, sfruttamento e caratterizzata dalla mendicità.

Aree di intervento: Brasile, Ruanda, Burkina Faso


Formazione Professionale

La formazione professionale dei giovani permette di sviluppare capacità tecniche per ottenere una maggiore inclusione sociale , per contrastare la disoccupazione dilagante e per creare nuove attività generatrici di reddito. Implementare attitudini e competenze professionali permette di raggiungere un certo grado di autonomia economica.

L’autonomia economica, però, non si raggiunge senza prima aver sviluppato una capacità gestionale che presuppone anche una conoscenza linguistica e matematica tale da sviluppare al meglio l’avvio dell’attività. Ecco che accanto alla formazione professionale di norma si avviano percorsi di “alfabetizzazioneper completare il bagaglio conoscitivo del ragazzo/a.

Il nostro impegno è diretto a promuovere la formazione sia tecnica che scolastica dei giovani (uomini e donne) per garantirgli un percorso professionale specifico e renderli protagonisti del proprio futuro.

Area di intervento: Burkina Faso


Accesso all’acqua e all’energia

L’acqua rappresenta da sempre una risorsa essenziale per la vita degli uomini e per l’ambiente, l'acqua è un bene comune.

L’acqua è un bisogno basilare: più di 1,1 miliardi di persone nel mondo non hanno un accesso adeguato a questa risorsa. Le donne hanno un ruolo centrale nell’approvvigionamento, nella gestione e nella salvaguardia di questa risorsa preziosa.

La scarsità di acqua potabile e la carenza d’igiene sono responsabili dell’80% delle malattie che interessano i paesi in via di sviluppo. Più di 800 milioni di persone nel mondo non hanno accesso ad acqua potabile, e 1,7 miliardi non possono accedere regolarmente ad acqua pulita, né ad infrastrutture sanitarie. Oltre il 95% dei contadini africani non ha accesso all’acqua d’irrigazione per l’agricoltura.

"Il whisky è per bere, l'acqua per combattersi" diceva Mark Twain.

La nostra preoccupazione è di permettere l’accesso all’acqua potabile ed aumentarne la disponibilità attraverso il pompaggio, la raccolta e la successiva distribuzione, per evitare le malattie. La maggiore disponibilità di acqua servirà anche per i campi, per gli animali ed per altri usi domestici.

L’energia rappresenta una possibilità di sviluppo per tutti i popoli, costituendo un presupposto essenziale per ottimizzare la produzione agricola ed industriale e per arginare la fame e la povertà. In tutto il mondo una persona su quattro non ha accesso all’elettricità, 1,6 miliardi di persone non hanno accesso all’elettricità.

Il nostro obiettivo è quello di garantire l’approvvigionamento energetico in modo socialmente ed ecologicamente efficiente attraverso l’uso di energie pulite e la promozione di forme di energia rinnovabile, come l’energia solare. Questo progetto di prefigge di contribuire allo sviluppo sostenibile e alla tutela del clima e delle risorse naturale e a preservarne l’uso. 

Area di intervento: Burkina Faso


Microcredito

Il microcredito è uno strumento di sviluppo economico, che permette alle persone in situazione di povertà ed emarginazione di aver accesso a servizi finanziari. I programmi di microcredito costituiscono una soluzione alternativa per dar vita a delle microattività economiche (agricoltura, allevamento, produzione e commercio/servizi).

L’erogazione di piccoli prestiti a coloro che necessitano di risorse finanziarie per avviare o sviluppare progetti di auto-impiego garantisce un miglioramento delle condizioni di vita dei loro nuclei familiari e, allo stesso tempo, ha un impatto significativo a livello comunitario.

I programmi di microcredito molto spesso prevedono, oltre a servizi di carattere finanziario, anche servizi di supporto, come formazione tecnica e gestionale; creazione di reti commerciali; condizioni per la raccolta di risparmio.

I piccoli prestiti hanno migliorato in misura enorme la situazione delle donne.

L’obiettivo del progetto è quello di erogare micro-prestiti a coloro ai quali nessuna banca darà mai un finanziamento e principalmente alle donne. I destinatari dovranno dimostrare di sviluppare un progetto (nell’ambito dell’agricoltura, dell’allevamento, dell’artigianato o delle piccole attività commerciali) che sia auto sostenibile e capace di generare nel tempo profitto con cui provvedere al sostegno, non solo le proprie famiglie, ma anche all’accantonamento di piccoli risparmi e successivamente al rimborso del denaro avuto in prestito.

Aree di intervento: Burkina Faso


Agricoltura

L’agricoltura rappresenta ancora oggi la principale attività economica per Africa e America Latina.

In Africa sta diventando un settore in forte espansione e costituisce la chiave per superare la povertà rurale e garantire una sicurezza alimentare alla popolazione. Per ridurre fame e povertà oltre ad attuare nuove politiche agricole ed a garantire la sovranità alimentare, è necessario estendere le aree coltivabili utilizzando metodi agricoli sostenibili e migliorare l’accesso alle fonti idriche, alle infrastrutture rurali ed aumentare le scorte alimentari per ridurre la fame.

In Africa solo il 27% delle superfici disponibili sono coltivate e solo il 20% delle terre coltivate è regolarmente irrigata.

L’agricoltura rappresenta la più grande consumatrice d’acqua: circa il 70% dell’acqua utilizzata al mondo è destinata al settore agricolo. Per questo è necessario trovare delle modalità efficaci di utilizzo delle risorse idriche, in modo da consumare minori quantità di acqua.

Il nostro obiettivo è quello permettere l’utilizzo dell’acqua nel settore agricolo, attraverso dei sistemi d’irrigazione goccia a goccia, che rappresentano delle soluzioni a basso costo e di facile uso e che richiedono poca manutenzione, garantendo contemporaneamente la sostenibilità , attraverso il risparmio energetico e l’ uso minimo dell’acqua.

Area di intervento: Burkina Faso e Brasile