16/01 Giornata mondiale del migrante e rifugiato.

Domenica 16 gennaio 2011 alle ore 16 presso la Chiesa di San Michele in Foro si celebra la Giornata Mondiale del migrante e del rifugiato, quest'anno il tema prescelto è "Una sola famiglia umana" con la partecipazione delle comuità migranti del territorio lucchese che animeranno la celebrazione.

Volti poco conosciuti del mondo delle  migrazioni sono due:i rifugiati e i profughi, gli universitari stranieri. Sono due volti diversi: gli uni, i rifugiati e profughi, sono persone vittime di una migrazione forzata, provocata da guerre, persecuzioni e calamità naturali; gli altri, gli universitari, sono i volti di una migrazione aperta al nuovo, culturale. Entrambi questi volti noi incontriamo nelle nostre città, entrano nei percorsi di vita sociale, economica e culturale, offrendo anche uno spaccato non sempre considerato della mobilità umana oggi.
 
I rifugiati, i profughi. Sono milioni - si parla di 43,3 milioni - le persone nel mondo costrette a una migrazione a causa di conflitti armati, persecuzioni a motivo di razza, nazionalità o religione, ragioni politiche, disastri naturali. È una migrazione atipica, talora fatta di sfollati (27 milioni), altre volte di richiedenti asilo e rifugiati o apolidi (oltre 15 milioni), in continua crescita. È un mondo a cui le Nazioni Unite prestano particolare attenzione a partire dagli anni ’50. I principali Paesi oggi coinvolti da questa migrazione forzata sono: l’Afganistan (2.887.123), l’Iraq (1.785.212), la Somalia (678.309), la repubblica Democratica del Congo (455.850), Myanmar (406.669). I maggiori Paesi che accolgono i rifugiati sono: il Pakistan (1.740.711), l’Iran (1.070.488), la Siria (1.054.466), la Germania (593.799), la Giordania (450.756).
Rispetto al 2008 il numero totale di richiedenti asilo è rimasto stabile nei Paesi industrializzati con 377.000 domande. Da rilevare l’incremento del 13% nei Paesi del Nord Europa con 51.000 domande, con una crescita del 25% in Germania, del 19% in Francia. Al contrario le domande d’asilo sono fortemente calate nei Paesi meridionali dell’Europa, con poco più di 50.000 richieste. In Italia il calo è del 42%, in Turchia del 40%, in Grecia del 20%). Oggi in Italia ci sono 55.000 rifugiati, un numero contenuto se paragonato ad altri paesi europei: Germania (quasi 600.000), Regno Unito (270.000), Francia (200.000), Olanda (80.000). Se in Italia abbiamo un rifugiato ogni 1000 abitanti, in Svezia 9, in Germania 7, nel Regno Unito 5 ogni 1.000 abitanti.
Per quanto riguarda le domande d’asilo, in Italia nel 2009 i dati evidenziano un drastico crollo: dalle 30.145 domande dell’anno 2008 si è passati a 17.670 richieste nel 2009.

 Il tema dei respingimenti in mare, una politica che nel Mediterraneo ha interessato anche l’Italia, rischia di ledere profondamente i diritti dei richiedenti asilo e la protezione internazionale, perché non permette di identificare i migranti e verificare la situazione personale. La maggior parte dei richiedenti asilo giunti in Italia nel 2009 proveniva dal continente africano: Nigeria (3.710), Somalia (1.490), Eritrea (865). Dall’Asia le richieste d’asilo maggiori sono state di persone che provenivano dal Pakistan (1.250), Bangladesh (1.195). I quattro Paesi di origine dei richiedenti asilo ai quali le autorità italiane hanno concesso nel 2009 l’asilo a 2.250 persone, provenienti soprattutto dai seguenti Paesi: la Nigeria (420), la Serbia (160), il Ghana (130), Turchia (125), Pakistan (115). Per altre 5.000 persone provenienti soprattutto dalla Somalia (2.355 casi), l’Eritrea (1.260), l’Afganistan (665) e l’Iraq (340) è stata concessa la protezione internazionale.

Anche per il piccolo mondo dei rifugiati in Italia, a diverso titolo, un problema di fondo è il processo d’integrazione. A questo obiettivo cerca di rispondere lo SPRAR (Sistema Protezione Richiedenti Asilo e Rifugiati), la rete di accoglienza coordinata dall’ANCI, che ha dieci anni di vita e che nell’ultimo anno 2009, in collaborazione anche con molte strutture ecclesiali, ha accolto 7.845 persone. I progetti realizzati sono stati 138, in 68 province di 19 regioni. Il 75% delle persone accolte sono state uomini, il 25% donne, con un’età media compresa tra i 18 e i 40 anni. Si è trattato in prevalenza di giovani e adulti ‘single’, mentre i nuclei familiari sono stati 715, per un totale di 2.035 persone, di cui oltre 1.000 minorenni.
 
Manifesto "Una sola famiglia umana"