Missione in Rwanda tra i malati di Aids
Genevieve Umurerwa, rwandese, ha studiato psicologia ed era la prima volta che veniva in Italia. Accompagnata da Don Silvio Righi (Direttore Centro missionario diocesano) e da Don Fiorenzo ha visitato Roma e Firenze, poi ha fatto numerosi incontri nella nostra diocesi. Confrontandosi con associazioni e parrocchie che da anni, o magari solo di recente, aiutano il Centro missionaria della nostra diocesi, con particolare attenzione al Rwanda.
La incontriamo pochi giorni prima della sua partenza per il rientro a Nyarurema. «Sono coordinatrice della Casa della misericordia che accoglie malati di Aids e promuove vari momenti di prevenzione. Da poco più di un anno gestisco il personale, insieme al quale seguiamo gli ammalati per farli curare e per dare loro tutto il necessario, non solo da un punto di vista sanitario ma anche socioeconomico e psicologico». La Casa della misericordia è parte integrante delle attività della parrocchia di Nyarurema, dove due nostri missionari laici, Carla Frediani e Federico Teani, collaborano soprattutto per affrontare problemi di malnutrizione e povertà. «Ad esempio ora che sono qui in Italia è Federico che mi sostituisce nella Casa della misericordia». C’è dunque una fattiva collaborazione tra la pastorale parrocchiale e le attività sociali e sanitarie promosse in quella realtà.
Genevieve ci spiega che «al momento abbiamo bisogno di tantissime cose, e basta rivolgersi al Centro missionario della Diocesi per sapere come aiutarci. Anzi non posso che ringraziare di cuore la Diocesi di Lucca che è a nostro fianco nell’affrontare situazioni davvero estreme e drammatiche. Ma va detto che la comunità stessa dei cristiani di Nyarurema sta iniziando a collaborare, cercando di affrontare tutto questo in modo sempre più autonomo. Ma certo la popolazione di Nyarurema ha ancora bisogno di tanti aiuti».
Torniamo poi a parlare della Casa della misericordia, e Genevieve ci descrive le attività e la sua organizzazione: «All’interno della casa ci sono le persone più gravemente malate. Al momento della mia partenza erano una ventina (8 ragazzi e gli altri tutti adulti). Però va detto che noi cerchiamo di assistere i malati anche nelle loro famiglie, all’esterno della Casa e questi sono centinaia. Oltre a me c’è don Fiorenzo che di fatto è il Cappellano di questi malati. C’è una suora che ci aiuta e tanti tra volontari e personale specializzato del posto. Fino a qualche tempo fa c’era una violenta stigmatizzazione da parte della famiglia nei confronti di questi malati. Ora invece, seppur con fatica (si verificano ancora dei rifiuti di malati di Aids, che vengono lasciati a loro stessi), la gente inizia ad accettarli e vive con loro.Con la nostra opera di sensibilizzazione e con la presenza di Carla abbiamo diffuso un senso di accoglienza umana, cristiana, che forse prima era difficile riscontrare»
Tratto da "Lucca 7"
Luglio 2011
La Casa della Misericordia di Nyarurema rientra all'interno del progetto "Il Figli del Villaggio"

Genevieve, coordinatrice del Centro a Nyarurema




