Un gruppo di medici lucchesi in Burkina Faso per portare assistenza
LUCCA, 15 maggio - Continuano i progetti di Cooperazione Internazionale che vedono impegnati a favore dei Paesi del Sud del mondo diversi enti, associazioni e organizzazioni del nostro territorio. Tra le iniziative in corso ce ne sono alcune di carattere sanitario che stanno dando risultati di grande rilevanza, come quelli che consentono di ridare la vista a persone di Rwanda e Burkina Faso, attraverso l’opera di medici dell’Azienda USL 2 di Lucca e grazie alla stretta collaborazione con Regione Toscana, Arcidiocesi di Lucca e Unione Italiana Ciechi.
Nello scorso mese di aprile nel reparto di Oculistica dell’ospedale “Campo di Marte” e grazie anche alla Banca Regionale delle Cornee, che ha sede proprio a Lucca, è stato effettuato un trapianto di cornea su un ragazzo rwandese, arrivato in Italia tramite le organizzazioni che si occupato di cooperazione internazionale. Il giovane adesso non ha più problemi di vista ed è già tornato nel Paese africano, dove potrà condurre una vita normale.
Sempre per la prevenzione della cecità, problema sociale di grande portata in Africa, è stato organizzato un progetto regionale, a cui collaborano tutte le Aziende sanitarie della Toscana, insieme all’Agenzia internazionale per la prevenzione della cecità – Sezione Toscana, alla Diocesi e all’ Unione Italiana Ciechi, che prevede quattro interventi all’anno in Burkina Faso.
Insieme a missionari e volontari laici, è presente anche un gruppo di sanitari del reparto di Oculistica che esegue interventi chirurgici di cataratta, un problema molto diffuso tra la popolazione e che determina anche gravi disagi di carattere sociale. Viene inoltre formato personale sanitario locale e sono svolte attività di prevenzione, rivolte soprattutto ai bambini.
Si sono infatti recati in Africa per gestire questa problematica i medici Fausto Trivella (primario), Marco Benedettini, Isabella Ghilarducci, Pietro Landucci e le infermiere Fabiana Rainaldi e Marianna Perilli.
Ovviamente il reparto di Oculistica dell’ospedale di Lucca garantisce, anche in questo periodo e senza alcuna riduzione, la consueta attività.
“Come abbiamo fatto già due anni fa – evidenzia il dottor Trivella – in Burkina Faso stiamo effettuando interventi su persone che arrivano da tutti i villaggi limitrofi e che si precipitano da noi appena sanno che sono arrivati i dottori. L’accoglienza nei nostri confronti è sempre straordinaria, lascia senza fiato, come i saluti quando torniamo in Italia”.
“La nostra Azienda, insieme alla Regione Toscana – sottolinea il direttore generale dell’Azienda USL 2 di Lucca Antonio D’Urso – ha messo a disposizione con grande piacere i propri professionisti per questo importante progetto, che è uno degli interventi che stiamo portando avanti per migliorare le condizioni di salute della popolazione africana: spesso operando “in loco”, in altri casi facendo arrivare in Italia le persone da aiutare, come accaduto con il 16enne del Rwanda”.
“Il Centro per la Cooperazione Missionaria della nostra Diocesi – evidenzia l’Arcivescovo di Lucca monsignor Italo Castellani – collabora attivamente con questa iniziativa di prevenzione sanitaria. Il nostro organismo pastorale lavora inoltre da anni per la cooperazione tra la Chiese, per la cooperazione e l’interazione tra i popoli, per la solidarietà e l’incontro tra culture. Non è solo un ufficio, ma un centro di aggregazione di tutte le forze missionarie della diocesi e punto di collegamento e formazione per tutte le realtà impegnate nella solidarietà internazionale. Vengono così realizzati progetti di cooperazione allo sviluppo nel Sud del Mondo e per la promozione di una cultura di pace, solidarietà e convivenza reciproca”.
"La nostra associazione, che opera senza fini di lucro - aggiunge il vicepresidente dell'Unione Italiana Ciechi e Ipovedenti di Lucca Massimo Diodati - è da sempre impegnata nell'l'esclusivo perseguimento di finalità di solidarietà sociale e l'integrazione dei minorati della vista nella società. é noto che le caratteristiche della disabilità visiva incidono sulla qualità della vita di quanti ne sono affetti. Vivendo quotidianamente sulla nostra pelle i disagi, le difficoltà della mancanza della vista, comprendiamo benissimo la dolorosa esistenza di chi vive la nostra stessa disabilità, aggravata dal trovarsi in paesi di estrema povertà. Ci siamo sentiti perciò in dovere di partecipare a questi progetti di cooperazione internazionale, perché essere "cieco" in un paese povero porta sicuramente all'emarginazione, ad una vita veramente grama e, spesso, alla morte. Ringraziamo vivamente tutti i partecipanti a queste missioni benefiche, che contribuiscono ad abbassare il numero, ancora troppo grande, dei privi della vista nel mondo, che è anche il nostro scopo principale




