Ottobre 2013. Che missionario sono se ho paura dei poveri?

Carissimi amici, pace e bene.

In questi giorni mi trovo a São Paulo, dove abbiamo realizzato l'assemblea comboniana delle due province: Brasile Sud e Brasile Nord-est. Abbiamo fatto l'assemblea unificata in vista dell'unificazione delle due province. Di fatto, dal 1º gennaio 2014 esisterá solo la Provincia dei Missionari Comboniani del Brasile.

Mi sono preso un paio di giorni per condividere con voi una riflessione sulla nostra realtá e sulla missione, alla luce della Parola di Dio nella liturgia di ottobre, mese missionario.

Approfitto anche per mandarvi un progetto per i bambini che frequentano la mia casa a Marcos Moura (chi volesse contribuire con qualcosa lo puó fare via Missionari Comboniani, con l'intenzione: a fr. D'Aiuto Francesco, progetto scuola cooperativa), ma é anche per tenervi al corrente di come vanno le cose a casa mia. Vi mando anche alcune foto, non molto recenti (oggi i bambini sono molti di piú), ma che possono dare un'idea.

La cooperativa va avanti, i catadores sono meravigliosi, un gruppo che cresce in dignitá, coscienza e organizzazione, che é sempre piú unito, stimato e ammirato da tutti. C'é molto cammino da fare ancora, molte difficoltá da superare, ma come diceva San Daniele Comboni, le opere del Signore non possono morire. Le difficoltá che ci preoccupano di piú sono essenzialmente due: una é che il sindaco che dice di volerci aiutare, in pratica non fa nulla per realizzare una effettiva collaborazione con la cooperativa. Da un sondaggio recente, basato sui primi 9 mesi di governo del nuovo sindaco, risulta che Santa Rita é la cittá con la peggior amministrazione comunale in tutto il Brasile. Il nostro sindaco é il peggior sindaco del Brasile! Senza la collaborazione del comune non riusciremo ad essere autosufficienti economicamente. L'altra difficoltá é che non sono ancora riuscito a formare un'equipe solida che possa andare avanti ed amministrare la cooperativa anche senza di me. Abbiamo assunto una ragazza molto in gamba, che abita qui vicino e che giá conosciamo perché ci ha accnpagnato fin dall'inizio, ma é ancora presto per dire se un giorno lei potrá integrare l'equipe. E comunque non sarebbe ancora sufficiente, ci vorrebbe almeno un'altra persona. Altri piccoli problemi non ci preoccupano perché saranno facilmente risolti se appunto, avremo una autonomia economica e un'equipe amministrativa forte.

Leggevo e meditavo il vangelo di Luca dell'ultima domenica di ottobre. É impressionante come questa Parola sia cosí vicina alla nostra realtá, alla realtá dei catadores, dei poveri assoluti che abitano a Marcos Moura. Sono poveri esclusi da tutto, esclusi dalla vita sociale, dalla política e anche dalla chiesa. Di fatto, salvo pochissime eccezioni, la chiesa non arriva fino a loro. É chiaro che loro non vanno in chiesa, o se ci vanno restano sulla porta, distanti dalla gente, si vergognano della loro condizione di poveri e soprattutto di peccatori, perché la societá li convince che sono piú peccatori degli altri. Mi ricordo di quando ero a São Paulo per un corso di pastorale che durava quattro mesi, ogni domenica andavo ad assistere la messa nella cattedrale perché mi piaceva come celebrava e l'omelia che faceva il Cardinale Paulo Evaristo Arns. La cattedrale é enorme, davanti, vicino all'altare, stava la comunitá dei fedeli che cantava e accompagnava la messa, dietro, sugli ultimi banchi della chiesa, una grande quantitá di miserabili, barboni, gente di strada, sporchi, alcuni ubriachi, altri con evidenti problemi mentali...  confesso che la prima domenica ho avuto paura a sedermi vicino a questi, ma poi mi sono detto: che missionario sono se ho paura dei poveri? E tutte le altre domeniche mi sono seduto sempre in mezzo a loro. Porto ancora oggi nel cuore i loro sguardi, i loro sorrisi ed il loro rispetto! É sbagliato dire che loro si auto-escludono, no, siamo noi che li escludiamo! Quindi la chiesa, se non va a loro, nel loro quartiere, nelle loro case, se non si fa prossima, li esclude come tutti li escludono. Cosí come era escluso il peccatore del Vangelo di Luca che non osava alzare lo sguardo e rimaneva distante, profondamente convinto del suo peccato. Ma convinto anche dell'amore e del perdono di Dio. Per questo é uscito dal tempio giustificato. Dice il libro dell'Ecclesiastico nella prima lettura: "La preghiera dell'umile e del povero oltrapassa le nubi" (Eclo. 35,17). La preghiera dei poveri é poderosa. Forse questo é il motivo principale per cui non ci scoraggiamo davanti alle difficoltá che incontriamo: la certezza che Dio ascolta la preghiera degli umili. Ogni giorno, prima di cominciare a lavorare nel capannone, facciamo un momento di preghiera affidando la giornata a Dio affinché benedica il nostro lavoro e tutti coloro che incontreremo in quel giorno. Siccome molti sono di religione evangelica, a turno ogni mattina un catador motiva e orienta la preghiera.  Dio é piú grande delle funzioni religiose e dei sacramenti e ascolta la preghiera di coloro che pongono la propria vita lacerata dall'umiliazione e dalla sofferenza nelle sue mani. La loro preghiera in fondo alla chiesa, come quella del peccatore del Vangelo sará certamente esaudita.

Che Dio ci aiuti a farci prossimi degli ultimi, convertirci a loro, abbracciandoli, ascoltandoli, procurando il loro bene... Papa Francesco, ce ne da un esempio meraviglioso e molto concreto!

 Carissimi, sempre immensamente riconoscente per quanto fate per noi, vi abbraccio augurandovi ogni bene.

Fratel Francesco - Chico

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